Come cambiare gestore telefonico per la linea fissa

Come cambiare gestore telefonico per la linea fissa

Quando non si è soddisfatti dei servizi di telefonia è possibilecambiare gestore. I​n questo articolo, vediamo come procedere quando si decide di cambiare fornitore dei servizi di telefonia fissa

Mondo Imprese
Palo del colle venerdì 25 marzo 2022
di La Redazione
Come cambiare gestore telefonico per la linea fissa
Come cambiare gestore telefonico per la linea fissa © n.c.

Quando non si è soddisfatti dei servizi di telefonia offerti dal proprio fornitore, è possibile prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare gestore; si tratta di una scelta molto comune, che può avere sia ragioni economiche che tecniche. Molti utenti, infatti, cambiano provider, così da poter usufruire di una tariffa mensile più economica o godere di una migliore copertura. In questo articolo, vediamo come procedere quando si decide di cambiare fornitore dei servizi di telefonia fissa.

Trovare l’offerta migliore

Prima di passare ad un nuovo gestore, è bene ‘guardarsi attorno’ e sondare il mercato alla ricerca di un’offerta conveniente dal punto di vista economico, nonché in linea con le proprie esigenze e le possibilità di spesa. Poiché verificare singolarmente tutte le proposte dei tanti operatori di settore potrebbe risultare lungo e laborioso, il consiglio è di affidarsi ad un portale specializzato come Zorro.it, un comparatore di tariffe online grazie al quale intercettare le migliori offerte Vodafone per la casa, o quelle di altri operatori, in maniera semplice e rapida. Una volta individuata la tariffa più vantaggiosa, non solo dal punto di vista economico, è possibile procedere al passaggio dal vecchio gestore al nuovo provider.

Esercitare il diritto di recesso

ll diritto di recesso (o di “ripensamento”) è previsto dall’articolo 64 del Codice del Consumo, il quale stabilisce che “per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi”, fatta eccezione per i casi specifici previsti dall’articolo 65 del Codice.

Nel caso in cui il cliente eserciti il proprio diritto di recesso, si concretizzano gli effetti previsti dall’articolo 66, ovvero “le parti sono sciolte dalle rispettive obbligazioni derivanti dal
contratto o dalla proposta contrattuale”; fanno eccezione le “ulteriori obbligazioni”, disciplinate dall’articolo 67 del medesimo Codice.

L’esercizio del diritto di ripensamento non comporta alcun esborso economico per il consumatore, tranne che per “le spese dirette di restituzione del bene al mittente, ove espressamente previsto dal contratto”.

Come recedere da un contratto di fornitura di servizi di telefonia

Il diritto di recesso può essere applicato anche ad un contratto di fornitura sottoscritto con un operatore di telefonia fissa (mentre non è applicabile, ad esempio, ad un bene acquistato in negozio, a meno che non sia difettoso); vediamo come.

Le condizioni per rescindere il contratto di fornitura sono riportate nel contratto stesso; pertanto, il consiglio è quello di prendere visione dei termini proposti dal provider al momento della firma.

In linea di massima, gli operatori offrono la possibilità di recedere dal contratto in maniera totalmente gratuita fino a 14 giorni dalla sottoscrizione dello stesso. Entro questo lasso di tempo, il consumatore esercita il diritto di recesso senza dover corrispondere alcun tipo di indennizzo all’operatore; l’unico onere, se previsto da contratto, potrebbe essere rappresentato dalla restituzione di apparecchi o device come, ad esempio, un router a noleggio.

Anche le modalità di recesso sono fissate dall’operatore e accettate dal consumatore; fino a qualche anno fa era necessario inviare una comunicazione a mezzo posta raccomandata con ricevuta di ritorno. In alternativa, era possibile richiedere il recesso tramite PEC. Ad oggi, tali procedure sono state digitalizzate e molti provider offrono la possibilità di recedere dal contratto utilizzando un apposito applicativo disponibile sul proprio sito web.

Cosa succede superati i primi 14 giorni di decorrenza del contratto? La risposta è semplice: il recesso, unilaterale, resta possibile ma cambiano le condizioni (non le modalità). È possibile, in tal caso, che l’operatore preveda il pagamento di una penale o di una cifra forfettaria come indennizzo, in base a quanto riportato sul contratto di fornitura.

Lascia il tuo commento
commenti