Vite longeve da raccontare

I centenari di Palo del Colle

Otto i concittadini che hanno compiuto e superato i cento anni nel 2018: ecco chi sono

Attualità
Palo del colle martedì 30 ottobre 2018
di Vito Tricarico
Anna Vicheletto
Anna Vicheletto © n.c.

Palo del Colle, circondata da ulivi sempreverdi, mandorleti e vigneti, ad appena 15 chilometri dal mare Adriatico, con i suoi 22000 abitanti circa, annovera fra questi anche ben otto ultracentenari. Di questi, cinque sono donne e tre sono uomini. Altri cittadini palesi, inoltre, si apprestano, nel giro di pochi mesi, a superare soglia 100, che non è la quota utile per andare in pensione, bensì il numero degli anni di vita.

Tutta questa vitalità, anche a dispetto dell’allarme causato negli ultimi mesi dalla presenza di PM10, ovvero le polveri sottili e altri componenti malsani presenti nell’atmosfera. Sarà, forse, perché i palesi vantano la progenie del mitologico Ercole e in questo caso Erculea proles è un termine che ben si addice ai cittadini palesi.

Questi i nomi dei centenari esidenti a Palo: Cutrone Angelo (Palo del Colle 27.04.1916), Lanzellotto Anna (Palo del Colle 31.07.1919), Milo Marco (Palo del Colle 03.06.1918), Petrini Rino (Brindisi 09.12.1915), Sblendorio Francesca (Palo del Colle 14.05.1918), Valentini Anna Santa (Altamura 19.06.1918), Valerio Giuseppina (Grumo A. 27.01.1917), Vicheletto Anna (Palo del Colle 01.10.1911).

Fra questi, i più longevi Vicheletto Anna, con i suoi 107 anni, la signora Valerio Giuseppina di anni 101 e il signor Milo Marco, fresco centenario da circa quattro mesi. I tre centenari, in buona salute, sono sempre stati magri e longilinei. Il più prestante, con i suoi 1,85 di altezza, é il signor Marcuccio Milo, che fino a qualche anno fa andava regolarmente in giro col suo motorino.

La loro vita è sempre stata semplice e dedicata al lavoro. I pasti, in passato un tozzo di pane con una croce d’olio a colazione e a pranzo-cena, tanti legumi e verdure selvatiche o di cocevola, sono sempre stati conditi con l’olio nostrano, l’extravergine di Palo del Colle.

La signora Vicheletto Anna, Annina per i conoscenti, la nonnina più anziana di Palo, è stata una casalinga che all’occorrenza aiutava in campagna il marito nella raccolta delle olive, delle mandorle o nel periodo di vendemmia. Il genero Vito Perillo aiutava Annina nei suoi ricordi, e lei, con la sua voce flebile, ha raccontato di aver avuto nove figli, dei quali uno morto in tenera età e altri due deceduti in età adulta.

Amorevolmente curata da una badante, la signora Pina, condivide con questa la sua abitazione in via Marescia, una tipica abitazione di inizio Novecento nel quartiere san Vito, costituita da un grande monovano con volta a crociera, ove la parte anteriore accoglie il soggiorno- cucina e la parte posteriore due minuscole camere da letto e i servizi.

La signora Valerio Giuseppina, vive in una casa a pian terreno di via Roma con la nuora, vedova di suo figlio Vito. Aiutata da lei, ha ricordato qualche vicenda di cinquanta e più anni fa, quando in una vicina casa di sua proprietà, allevava qualche capretta, alcune galline e l’estate dedicava diverse giornate alla bollitura dei fichi per ricavare il vincotto da usare per sassanelli e cartellate e altri dolci del periodo natalizio e pasquale. Qualche altra giornata, invece, era dedicata alla salsa di pomodoro, secondo la tradizione locale. Alle sue spalle un ritratto di suo figlio Vito venuto a mancare ancora giovane e al quale le due donne dedicano giornalmente le loro preghiere.

Il signor Marco Milo, conosciuto comunemente col nome di Marcuccio, ancora prestante e in buona salute, che al momento dell’incontro si godeva il caldo sole di questo ottobre ancora legato alle temperature settembrine. Mi ha fato accomodare nella sua bella casa e mi ha mostrato le foto della sua vita sulle pareti del soggiorno. Molte rievocano momenti felici insieme alla sua signora, Pasqua Palmieri, una novantottenne ancora capace di aver cura della sua casa, mentre per la cucina è aiutata da una sua nipote.

Marcuccio mi ha mostrato le sue foto in divisa da bersagliere, i vari diplomi, uno per aver partecipato alla guerra di liberazione a firma di Sandro Pertini. Il suo desiderio è quello di partecipare ancora ai raduni annuali dei Bersaglieri. Mi ha detto di essere stato già contattato per il raduno del prossimo 4 Novembre al Sacrario Militare di Bari e per il raduno annuale di maggio a Matera. Non andrà più come semplice partecipante, ma in parata d’onore nella camionetta militare. L’incontro con Marcuccio è stato una rievocazione del suo passato da bersagliere d’Italia, arruolato nel battaglione Zara nel 1939, con la sua partecipazione all’ultimo conflitto mondiale in Croazia e Albania, fino al suo ritorno in Italia a Vieste, da dove con un barcone riuscì ad arrivare a Bari.

Non conoscevo Marcuccio con una bella storia consistente alle sue spalle. Come tanti altri lo conoscevo come Marcucc d’la fezza d’uegghij, un signore dedito alla raccolta dei residui dell’olio, la feccia appunto, che lui raccoglieva casa per casa in un suo locale ed infine veniva venduta ad un grossista del ramo. Marcuccio, appunto, era un piccolo commerciante che nella sua vita ha svolto questo umile mestiere, molto utile nella vecchia società contadina, ma anche e soprattutto in quella contemporanea.

Lascia il tuo commento
commenti