Chiesa di San Giuseppe

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di La redazione

Nel 1836 l'assemblea degli affiliati alla pia associazione Congrega di San Giuseppe e di San Vincenzo de' Paoli (istituitasi a Palo il 14 giugno 1789 nella non più esistente cappella di San Nicola), deliberò di edificare una nuova chiesa dedicata al culto di San Giuseppe. Su proposta del Comune fu deciso, con deliberazione decurionale del 20 marzo 1836, di costruire il manufatto su un terreno demaniale situato a valle del centro abitato, odierna Piazza Diaz, denominata Lago (in realtà uno stagno creatosi per la particolare conformazione urbanistica della cittadina: era una zona dove confluivanono, ristagnando pericolosamente, le acque meteoriche provenienti dalla cima del colle.

L'accumularsi di detriti, immondizie e crisiale – residui delle soponerie esistenti all'epoca -, rendevano questo luogo particolarmente esiziale per la salute della popolazione. In questo contesto, dunque, si giustifica la proposta dell'Amministrazione comunale: la costruzione del tempio avrebbe comportato lavori di bonifica risolvendo, prevenendoli, gravi problemi di natura sanitaria e di igiene pubblica). A tal proposito il Comune cedette un'area, pari a ordini tre e passi 13 dell'antica misura napoletana, alla Congrega con la dichiarazione esplicita che il suolo doveva servire per erigere il nuovo tempio con due sottanini adiacenti per uso di sagrestia e di deposito e il prospetto della chiesa doveva fronteggiare la strada detta del lago (odierna Corso Garibaldi). Su progetto dell'architetto Domenico Fallacara di Bari, assistito dal figlio Vincenzo, i lavori, eseguiti dall'imprenditore edile Giuseppe Conte e dal figlio Gaetano, iniziarono il 25 luglio 1837 con la posa solenne della prima pietra da parte del direttore spirituale della Congrega – don Domenico Andriola – e ultimati nel 1841. Il 5 settembre dello stesso anno fu benedetta e inaugurata dal medesimo sacerdote.

I costi sostenuti risultarono maggiori rispetto ai fondi raccolti e disponibili attraverso oblazioni e donazioni varie dei fedeli e il disavanzo fu ripianato da don Giuseppe Frasca Santeramo prima e alla morte di questi dalla di lui vedova donna Domenica Valentini la quale si dimostrò, nel tempo, vera benefattrice nei riguardi sia della Congrega che della fabbrica della chiesa. Infatti il 19 febbraio 1851, donò un capitale censo di 120 ducati all' associazione e nel 1853 fece costruire, a sue spese, il campanile (direttore tecnico dei lavori: ingegnere don Vincenzo Danisi) dotandolo di campana (realizzata a Palo dal Ripandelli). Nel 1855, sempre a proprio carico, fu pavimentata la chiesa e nel 1857 realizzato l'altare maggiore in marmo. Dotò inoltre il nuovo tempio di innumerevoli arredi sacri risultando, alla fine, notevole il pio apporto della nobildonna tanto da indurre la Congrega, in segno di ringraziamento e riconoscenza perpetue, a dichiarare, con delibera del 26 luglio 1857, la chiesa di San Giuseppe di patronato della suddetta benefattrice. Sull'architrave del timpano del prospetto principale, è incisa un'iscrizione in latino che tramanda e testimonia ai posteri la volontà espressa nella delibera suindicata.Tra le opere d'arte che arricchiscono la chiesa di San Giuseppe, si segnalano il quadro del Crocifisso (collocato sull'omonimo altare) donato dal sig.Giovanni Nardi e la tela della Fuga in Egitto, opera della pittrice Anna Rolli (1816-1851).

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