CinePalium Kids

Andrea Sartoretti: “La cultura regala ai ragazzi un senso in più”

I sei film della rassegna dedicati ai giovanissimi

Spettacolo
Palo del colle mercoledì 15 novembre 2017
di La Redazione
CinePalium Kids
CinePalium Kids © n.c.

Ieri ha preso il via il tanto atteso CinePalium Fest, rassegna cinematografica che intende promuovere il processo di costruzione dell’identità di un individuo o di una comunità, in particolare quella del territorio pugliese.

Gemma Lanzo alla direzione artistica ed il Sun Film Group hanno strutturato il festival coinvolgendo tutta la comunità, rivolgendo uno sguardo più attento ai giovanissimi. Per promuovere e diffondere la cultura cinematografica tra i più piccoli, gli organizzatori hanno pensato ad una minirassegna, “CinePalium Kids” che conta sei proiezioni mattutine, dal 15 al 17 novembre a partire dalle 9, presso la scuola elementare Davanzati.

In una nota, l’attore ospite della prima giornata di festival Andrea Sartoretti ha commentato l’importanza per i giovanissimi di approcciarsi alla cultura, che sia attraverso un film, uno spettacolo teatrale o un concerto: “È importante creare le occasioni perché i giovani e i bambini siano a contatto con la cultura. Consente loro di aprire le menti, regalando quelle prospettive di analisi che permettono una più profonda comprensione della realtà. Un paese che investe sulla cultura è un paese che regala ai propri ragazzi più orecchie e più occhi. È come se li stesse dotando di un senso in più”.

I film

“La mia vita da zucchina” di Claude Barras (mercoledì 15, ore 9)
Un film che tocca tematiche delicate: la sofferenza di bambini che vivono una condizione familiare disastrata e che, rimasti orfani, condividono la vita nell’istituto per bambini abbandonati. Tuttavia i piccoli protagonisti non vedono l’istituto come luogo di detenzione, ma come casa in cui coltivare amicizie e primi amori. Barras infrange i tabù e lancia un messaggio di positività: nonostante le difficoltà, la vita può presentarsi in modo diverso rispetto alle attese.

“Il GGG – Il grande gigante gentile” di Steven Spielberg (mercoledì 15, ore 10:15)
Un grande regista, Steven Spielberg, mette in scena il tema della diversità che Roal Dahl ha raccontato con forza e senza falsi pudori nell’omonimo romanzo per ragazzi. Sophie, una bambina diversa dai suoi coetanei in quanto orfana, grande sognatrice e sostenitrice della giustizia, ed il GGG, diverso dai suoi compagni giganti per aspetto (è il più basso tra loro) e per le sue stranezze: i due formano una squadra pronta a lottare contro i soprusi e la prepotenza dei giganti usando le armi della gentilezza e della solidarietà.

“La tartaruga rossa” di Michaël Dudok de Wit (giovedì 16, ore 9)
Un film fortemente metaforico che disegna la vita attraverso le sue tappe: ostacoli, scoperte, solitudine, amore, genitorialità, vecchiaia, morte. Salta subito agli occhi dello spettatore un profondo rispetto per la natura e per l’uomo e la stretta relazione tra di essi.

“Kubo e la spada magica” di Travis Knight (giovedì 16 ore 10:30)
Travis Knight racconta la storia di un ragazzo che diventa uomo, emancipandosi dalla propria famiglia. Un percorso di formazione durante il quale Kubo perde e ritrova i suoi genitori, affronta il suo passato e le sue radici uscendone vincitore. Un film che narra un cammino di crescita che conduce il protagonista all’accettazione serena del proprio passato.

“La ricompensa del gatto” di Hiroyuki Morita (venerdì 17 ore 9)
Un film dal carattere fiabesco: Haru, la ragazzina protagonista, dopo aver salvato un gatto diventa piccola e viene catapultata in un mondo delle meraviglie popolato da felini. Qui, grazie all’aiuto del gatto Baron, Haru impara a metter da parte la sua ingenuità e le sue incertezze, lavorando sull’autostima. Un’opera delicata in tipico stile Ghibli.

“I cormorani” di Fabio Bobbio (venerdì 17 ore 10:30)
Quella che racconta Bobbio in questo film è l’età dei cambiamenti: l’adolescenza. Il regista narra nel tempo di un’estate il percorso di due adolescenti staccandosi dalle abitudini dei giovani d’oggi, dall’uso dei social che sostituisce veri rapporti, per concentrarsi sui personaggi e metterli in contatto con sé stessi.

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