L'intervista

La salvezza del Dream Team secondo mister Fabio Foggetti

L'allenatore biancoceleste ha rivissuto il campionato della società palese, lanciando vari indizi sul suo futuro

Calcio
Palo del colle sabato 15 aprile 2017
di Gennaro Totorizzo
Il mister del Dream Team Fabio Foggetti
Il mister del Dream Team Fabio Foggetti © Dream Team Palo

La stagione del Dream Team è terminata esattamente due settimane fa, ma l'entusiasmo per la salvezza conquistata alla prima annata in serie C1 non si è ancora smorzato. Tempo di festeggiamenti, di ripercorrere le tappe fondamentali che hanno condotto a un risultato storico, ma anche di iniziare a programmare il futuro.

PaloLive ha intervistato il mister dei biancocelesti Fabio Foggetti per analizzare la stagione appena trascorsa.

Un anno fa parlavamo della probabile promozione del Dream Team in serie C1. Cosa è cambiato da allora?

«A livello di voglia di vincere, di stare insieme non è cambiato assolutamente nulla, però non ti nascondo che a livello di gioco, di come affrontare gli allenamenti, le partite è cambiato moltissimo. Quest'anno abbiamo fatto moltissima esperienza, anche perchè il livello è diverso, si è alzato di parecchio e abbiamo imparato tantissimo».

È stato difficile abituarsi al confronto con squadre tecnicamente molto più attrezzate rispetto a quelle di categoria inferiore?

«Sì, è stato difficile, ma allo stesso tempo molto importante da un lato, e dall'altro ci ha fatto crescere sia come società che individualmente come calciatori, dirigenza e allenatore».

Sono cambiati anche i metodi di allenamento?

«Sì, mentre nello scorso campionato era più fisico che tattico, quest'anno ci siamo dovuti allenare molto più sulla tattica soprattutto quando dovevamo scontrarci contro le prime in classifica».

In serie C1 è più importante puntare sul fattore "gruppo" o avere singoli che fanno la differenza?

«Se la dividono con un sessanta e quaranta percento. Il gruppo è fondamentale, noi l'abbiamo ulteriormente quest'anno, ma per puntare ad alti livelli ci vuole anche qualcuno di categoria che conosca bene questo sport».

Quanto avrebbe scommesso sulla salvezza del Dream Team a inizio stagione?

«Personalmente ci credevo. Se si fosse potuto scommettere sul calcio a 5 la nostra retrocessione l'avrebbero data a 1.01, perchè eravamo la Cenerentola del campionato, ci consideravano poco esperti. È stato un grossissimo traguardo».

Qual è stata la partita che le ha fatto pensare "ce la facciamo"?

«L'ultima vittoria in trasferta contro il Brindisi, all'ultimo secondo di gioco. Quella vittoria, ottenuta dopo sei sconfitte consecutive, mi ha fatto ben sperare, infatti dopo nelle ultime quattro partite in casa sono arrivate tre vittorie e un pareggio, quindi ci ho creduto un po' di più».

Continuare a puntare su un progetto genuino e made in Palo o alzare l'asticella e azzardare?

«Bisogna trovare dei giusti ricambi, perché, è inutile nasconderlo, il livello della nostra squadra è vero che è alto, ma come età siamo un po' vecchiotti. Bisogna far avvicinare soprattutto dei ragazzi giovani e di valore e magari puntare giusto con un paio di elementi da fuori, però il progetto resta quello».

Resterà al timone della squadra anche nella prossima stagione?

«Io devo molto a questa società. Insieme stiamo scrivendo la storia di questo club e di questo sport a Palo. Mirko, Giovanni, Massimo e Francesco ormai fanno parte della mia famiglia e li ringrazio per tutto quello che hanno fatto e continueranno a fare per i nostri ragazzi. Pertanto qualunque sia la mia decisione per il prossimo anno, terrò sempre in considerazione il bene della squadra. Il resto passa tutto in secondo piano. Comunque sì, se non ci sono grossi problemi sì».

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