Ufficiali i nomi dei giurati per la serata finale del concorso musicale dedicato al jazz

Viz Maurogiovanni in giuria: armonia, timing e improvvisazione i requisiti di un musicista jazz

E' stata nominata la giuria tecnica del Palo Jazz Contest: insieme al bassista Maurogiovanni, ci saranno il chitarrista Vito Ottolino e il pianista Nicola Pannarale

Spettacolo
Palo del colle giovedì 05 luglio 2018
di Alessandra Savino
Viz (Vincenzo) Maurogiovanni
Viz (Vincenzo) Maurogiovanni © n.c

E’ ormai sempre più vicina la data di scadenza per la partecipazione alla prima edizione del "Palo Jazz Contest", iniziativa promossa dall’ Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Palo del Colle con l'obiettivo di valorizzazione le nuove generazioni di musicisti incentivando, allo stesso tempo, lo scambio artistico sul territorio. La manifestazione, infatti, è riservata a giovani musicisti pugliesi, gruppi strumentali o con vocalist e solisti under 35 che propongono progetti nell’ ambito di un repertorio jazzistico di vari generi e stili.

In questi giorni è stata ufficialmente nominata la giuria tecnica finale che decreterà i vincitori del concorso nella serata di giovedì 26 luglio nella splendida cornice di Piazza Santa Croce. A valutare i giovani che si alterneranno sul palcoscenico saranno tre artisti ormai noti nel panorama jazz pugliese. La giuria sarà, dunque, composta da:

Vincenzo Maurogiovanni - Bassista, didatta e compositore, vincitore di premi internazionali ed autore di un metodo di ear training approvato a livello universitario, svolge attività didattica privata ed universitaria, artista per Verve Records e Dodicilune.

Vito Ottolino - Chitarrista eclettico la cui ampia carriera artistica, discografica e live, lo ha portato a confrontarsi con vari musicisti di livello nazionale ed internazionale in diversi ambiti musicali dal pop al jazz, alla musica classica ed a frequentare territori di confine tra i generi citati. Diplomato in chitarra classica presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari col massimo dei voti e la lode è titolare di cattedra di chitarra nella scuola media ad indirizzo musicale.

Nicola Pannarale - Pianista, compositore e arrangiatore poliedrico e studioso del linguaggio musicale in tutte le sue forme. Già dall'età di 6 anni comincia il suo studio classico del pianoforte, presso il Conservatorio "Piccinni" di Bari, dove si diploma con il massimo dei voti.


INTERVISTA A VINCENZO MAUROGIOVANNI (IN ARTE “VIZ”) COMPONENTE DELLA GIURIA TECNICA FINALE DEL PALO JAZZ CONTEST


Cosa significa rivestire questo ruolo?

E’ un compito che ho svolto già diverse volte in vari concorsi e per me rappresenta una grande responsabilità: vuol dire valutare nella maniera più imparziale possibile e con parametri strettamente qualitativi l’operato di un musicista.

Quali sono i requisiti fondamentali che un buon musicista jazz deve possedere?

Innanzitutto è fondamentale avere una conoscenza dell’armonia, oltre ad un timing solido, ovvero un buon senso del tempo. Ma, soprattutto, quello che non deve mancare è la naturalezza nell’espressività, nell’utilizzare il linguaggio musicale e, dunque, la capacità di improvvisare come se si stesse componendo al momento con una logica naturale e non artificiosa.

Che idea ti sei fatto del "Palo Jazz Contest"?

Ritengo che più che una gara sia un’opportunità per i giovani musicisti di misurarsi con le proprie capacità davanti ad un organo competente che possa valutarli. Inoltre, è un’iniziativa che contribuirà ad avvicinare il pubblico ad un genere musicale che è, purtroppo, trascurato dai media

Qual è il rapporto che i giovani hanno al giorno d’oggi con il jazz?

Certamente c’è un divario netta fra una parte di essi che appaiono completamente disinteressati ed una buona parte che, invece, si mostra incline ed entusiasta ad approfondire la conoscenza della musica sotto aspetti più profondi.

Da anni sei impegnato nell’ insegnamento di questa disciplina: quali sono i punti fondamentali del tuo metodo didattico?

Primo punto è l’apertura mentale dei ragazzi. E’ importante indicare loro quante più strade possibili affinchè possono scegliere quella più giusta. In secondo luogo, bisogna renderli padroni della musica dal suo interno: la musica è come un giocattolo da montare e smontare. Ai giovani aspiranti musicisti è opportuno fornire gli elementi utili a decostruire e ricostruire una composizione dal suo interno

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