La sponsorizzazione

La Peroni e la Bari, un sogno che s'avvera

Dalla "colazione dei baresi" ai campi di calcio, si rinsalda il binomio tra birra e territorio. E scoppia la "guerra" social con la Ceres

Palo del colle martedì 10 ottobre 2017
di Nicola Palmiotto
La nuova maglia del Bari calcio
La nuova maglia del Bari calcio © n.c.

Paese che vai birra che trovi. A Bari, Città metropolitana e Bat incluse, la birra è la Peroni.

Si tratta di una forma di marketing, magari ante litteram, che pian piano è diventata un legame profondo. Dalle gite delle scuole elementari allo stabilimento, fino alla iconica colazione dei baresi (crudo di mare, focaccia e ovviamente Peroni), sdoganata sul piccolo schermo da chef Rubio, è in atto da anni un processo identificativo continuo tra Bari e la Peroni. La settimana scorsa questo processo ha segnato un ulteriore passo avanti, quando è stato ufficializzato l’accordo di sponsorizzazione tra la Peroni e la squadra di calcio del Bari.

A qualche tifoso gli è perfino scesa una lacrimuccia nel vedere finalmente realizzato il sogno di una vita: il marchio della Peroni campeggiare sulle casacche dei giocatori biancorossi. Peccato che il logo non sia quello che molti si aspettavano, ovvero il famoso e appariscente “biscotto”, quello con la scritta bianca su sfondo rosso. Si è scelto invece un font tutto rosso per reclamizzare la neonata linea di birra a minore gradazione alcolica, la Peroni 3.5. E già qui qualcuno ha storto il naso: «Ma come sarebbe a dire Peroni 3.5?». In realtà i tecnici dello stabilimento giurano che si tratti della stessa identica ricetta usata per la Peroni standard, cambiano solo il tasso alcolico e le calorie.

Legare un marchio di birra ad una squadra di calcio è un trucco vecchio quanto il mondo, anche perché spesso durante i 90 minuti la “bionda” per un tifoso è una delle poche cose, se non l’unica, che si può intromettere nel rapporto esclusivo con la propria squadra. Infatti sono molti i club che nel corso degli anni hanno legato la propria immagine ad una birra: dalla Carlsberg sulle casacche rosse dal Liverpool alla Quilmes su quelle del Boca Juniors. O per fare alcuni esempi regionali, la Dreher sulle magliette del Lecce e la Raffo su quelle del Taranto.

Una sfida tra calcio e social
Non sorprende quindi che nella circostanza anche altri marchi abbiano voluto utilizzare parte del clamore mediatico suscitato dall’accordo tra Bari e Peroni per deviarlo su di sé, come nei giorni scorsi ha fatto benissimo la Ceres (ma i social media manager della marca danese non sono nuovi a questo genere di imprese), affidando a Facebook questo post: «Vorremmo sponsorizzare l’Avellino ma non sappiamo perché. Ditecelo voi». Avellino che, non a caso, di lì a poco sarebbe stato il prossimo avversario del Bari.

La risposta della Peroni non si è fatta attendere: «Ceres, la sfida c’è. Domenica 8 ottobre ci vediamo sul campo. Chi perde paga da bere». Sul campo hanno vinto i biancorossi e la Ceres avrà pagato da bere. Resta solo da capire quale birra avranno bevuto.⁠⁠⁠⁠

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