Agricoltura

Arriva la tassa per lo smaltimento dell’olio di oliva, Sicolo: «Il Governo intervenga»

Il presidente del Cno scrive al ministro Martina e ai presidenti della Commissione Agricoltura di Camera e Senato per chiedere l’esonero

Palo del colle mercoledì 12 luglio 2017
di La Redazione
Olio evo
Olio evo © n.c.

Il mese di luglio rischia di essere bollente non solo per le temperature ma anche per le tasche degli olivicoltori italiani. Infatti, in base alle disposizioni contenute nelle legge 154 del 16 luglio 2016, gli agricoltori inizieranno a pagare il contributo per lo smaltimento a favore del Consorzio nazionale di raccolta e di trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti (Conoe).


La denuncia del Cno

Benché sia notoriamente un prodotto non suscettibile di generare un rifiuto, il contributo sarà applicato, a certe condizioni, anche all’olio extravergine d’oliva. A denunciare l’ennesima stortura del sistema, ancora una volta ai danni dell’olivicoltura, è il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (Cno), consapevole dell'impatto economico e burocratico a carico dei produttori, ove non sopravvenga una soluzione di compromesso tale da correggere l'impostazione che è stata data.

«Ho inviato una lettera al ministro Maurizio Martina e ai presidenti della Commissione Agricoltura di Camera e Senato – fa sapere Gennaro Sicolo, presidente del Cno – in cui ho chiesto di approfondire la questione e di aprire un confronto dialettico, finalizzato ad evitare alla filiera olivicola nazionale un ulteriore aggravio in un momento nel quale le priorità sono altre: la modernizzazione e la competitività del settore, con la crescita quantitativa della produzione, e il miglioramento della produttività dopo ripetute annate di crisi dell'offerta».

La tassa di smaltimento degli oli e dei grassi vegetali ed animali è prevista dal decreto legislativo numero 152 del 3 aprile 2006 (Norme in materia ambientale), dalla legge 28 luglio 2016, numero 154 (Legge delega), dallo schema di funzionamento del contributo ambientale predisposto dal Conoe e dalla successiva procedura transitoria.

«Ci sono delle complicazioni a carico dei produttori di olio di oliva vergine ed extra vergine – sottolinea Sicolo – e gli operatori olivicoli sono preoccupati perché intravedono un duplice rischio: l'aumento dei costi per le imprese e una maggiore conflittualità all'interno della filiera, con il rischio di indebolire ulteriormente la posizione degli olivicoltori, i quali devono fronteggiare operatori industriali e commerciali con un potere contrattale decisamente superiore». E conclude: «Abbiamo chiesto l'esonero generalizzato per le due categorie di olio di oliva, il vergine e l'extra vergine, e ci attendiamo una rapida reazione da parte delle istituzioni politiche».

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