Ricostruzioni di storici episodi socio-politici

La calda estate palese del 1952

I protagonisti: i braccianti disoccupati di Palo del Colle e il segretario della Camera del Lavoro, Francesco Salente

Cultura
Palo del colle lunedì 30 luglio 2018
di Vito Tricarico
Francesco Salente in un comizio del 1960
Francesco Salente in un comizio del 1960 © n.c

L’estate che voglio rievocare non è quella attuale, non essendo neanche particolarmente calda e turbata solo da qualche temporale, ma quella dell’anno 1952. I protagonisti che animarono quella stagione, calda in riferimento al clima e ai conflitti che esplosero, furono i braccianti disoccupati di Palo del Colle e il segretario della Camera del Lavoro, Francesco Salente.

Francesco Salente, comunemente chiamato Ciccill u bell fatt”, era nato a Bari il 20 gennaio 1927, proveniva da una famiglia di lavoratori e lui stesso era un bracciante agricolo. Nutriva simpatie per la causa del mondo del lavoro operaio ed era dotato di intraprendenza e intelligenza politica, oltre che di un’oratoria non comune. Per le sue spiccate doti organizzative, dopo il servizio militare, a soli ventidue anni, fu chiamato a dirigere la Camera del Lavoro di Palo del Colle, carica che ricoprì dal 1949 al 1953.

Dedicò le sue energie e la sua intelligenza per favorire una coscienza di classe e migliorare le condizioni del mondo bracciantile locale, emarginato e al limite della fame. Si trattava di una classe di disoccupati che nei mesi estivi vedeva ingrossare le sue file in modo inverosimile, arrivando a circa duemila unità, tantissimi in un piccolo centro come Palo, nonostante i tanti braccianti che erano emigrati nelle Americhe e nel nord Europa.

Francesco Salente divenne un novello Masaniello alla testa di rivoltosi, anzi, molto di più: un organizzatore di popolo che, al contrario di citato personaggio storico napoletano, non volle abiurare come propostogli in diverse circostanze dai suoi facoltosi avversari, i quali gli offrivano un posto di lavoro sicuro. Bisogna anche riconoscere che le manifestazioni sindacali al tempo della sua permanenza alla segreteria della Camera del Lavoro, si svolsero sempre in modo pacifico e senza incidenti.

Cercò sempre l’accordo e l’unione sindacale con le altre organizzazioni che purtroppo dividono il mondo del lavoro e, appena eletto, volle festeggiare il I maggio a fianco del segretario CISL Giovanni La Fortezza e della UIL Vito Caputo. Fu attivo anche alle riunioni sindacali alla Camera del Lavoro di Bari. Fu amico di Remos Cappini, il sindacalista che firmò la resa dei tedeschi a Genova.

Divenne collaboratore di Giuseppe Gramegna, in quel tempo dirigente provinciale dell’organizzazione giovanile del PCI. Fu fraterno amico di Tommaso Sicolo di Bitonto, che entusiasta del suo operare, riferiva continuamente di lui all’ allora segretario nazionale Giuseppe Di Vittorio, che invitò il sindacalista palese nella segreteria nazionale a Roma, ma Salente declinò l’invito.

Nelle elezioni comunali del maggio 1952, Salente fu eletto consigliere nelle file del PCI. Per riuscire a comprendere la situazione palese, da una lettera del 28.06.1952 prot. 546-S della Federazione Provinciale Braccianti riporto:

Nel comune di Palo del Colle si è creata una situazione particolare che tiene in grave disagio centinaia di braccianti agricoli disoccupati, in quanto le autorità sostengono che il DP 4841 sull’imponibile di mano d’opera non debba essere applicato in quel comune se non con criteri assurdi e inconcepibili. Da diversi giorni è in atto un’agitazione fra i braccianti dei quali oltre 500 sono disoccupati da diverse settimane. La nostra organizzazione locale, di fronte a tale situazione ha richiesto ripetutamente al Sindaco la convocazione della Commissione Comunale di Massima Occupazione Agricola (MOA) per effettuare l’avviamento dei lavoratori disoccupati. Alle giuste richieste dei nostri rappresentanti si son sentiti rispondere da Sindaco, Maresciallo dei Carabinieri e dal Dirigente Ufficio Lavoro, che nel comune di Palo il decreto prefettizio non può applicarsi … Questa arbitraria interpretazione della legge, mira a provocare disordini.

Dopo questo, il 27 giugno 1952 un’assemblea di quattrocento lavoratori agricoli, riuniti presso la Lega Braccianti di Palo, emanava una lettera di protesta con la quale si decideva di continuare e sviluppare maggiormente la lotta e l’agitazione in corso fino all’ accoglimento delle richieste.

Molti dei circa duemila braccianti disoccupati, con zappe e zapponi si recarono nelle terre incolte per lavori abusivi di protesta per diversi giorni. In quel mese di luglio cocente, i contestatori portavano la barba incolta e la sera sfilavano in corteo per le vie del paese, finché in piazza Santa Croce intervenne la Polizia di Stato per disperdere i manifestanti. Intervennero gli agenti di Polizia anche nei campi, durante le proteste bracciantili, arrestando diversi organizzatori.

In un successivo intervento in piazza Santa Croce della Polizia di Stato in assetto di guerra, ci furono cariche e dispersioni dei contestatori con cariche nel quartiere antico per via Petrarca e nel quartiere di Greci. Le donne cercavano di trattenere gli agenti di polizia per dar tempo ai dimostranti di scappare, ma vennero arrestati e condotti in carcere otto braccianti. In seguito, dopo altre dimostrazioni di piazza, il segretario della camera del Lavoro di Palo, Francesco Salente, ottenne dal pretore di Bitonto, la scarcerazione degli otto braccianti, che per fame, avevano partecipato all’ occupazione delle terre.


IL RAPPORTO DEL PREFETTO DI BARI

Per il corrispondente locale della Gazzetta del Mezzogiorno, i fatti di Palo non meritarono alcuna attenzione, riuscendo a liquidare le vicende locali con un articoletto tutto a sfavore dei disoccupati soltanto a conclusione dei fatti.

Ma, a riprova delle giuste azioni dei braccianti di Palo che avevano lottato per il lavoro, riporto il rapporto del prefetto di Bari, dott. Mario Carta, indirizzato ai Gabinetto Ministero Interno-Roma, Direz. Generale P.S-Roma, Ministero Lavoro e Previdenza Sociale-Roma:

“A seguito delle segnalazioni di questa Prefettura n°0857 del 5 luglio e n°17/6 del 6 luglio della Sezione Carabinieri Bitonto, mi prego riferire dettagliatamente sulla situazione della disoccupazione nel comune di Palo del Colle.

( …) Il rappresentante della Camera del lavoro di Palo del Colle Salente Francesco, richiese che i lavoratori venissero avviati al lavoro per l’intera settimana lavorativa. Ove fosse accettata tale richiesta, il quantitativo di giornate a disposizione della commissione MOA verrebbe ad esaurirsi nel corrente mese, senza alcuna prospettiva per il mese di agosto. La Commissione pertanto l’ha respinta.

A seguito di ciò, dal 26 al 28 giugno u.s. circa 150 lavoratori agricoli hanno manifestato presso l’Ufficio Comunale del Lavoro, rifiutandosi di iscriversi nelle liste dei disoccupati a meno che non avessero ottenuto l’ingaggio per l’intera settimana.

La mattina del 4 corrente poi, circa 250 disoccupati di quel comune, in bicicletta, s’incolonnavano per venire in questo capoluogo a rinnovare la richiesta in sede sindacale. L’Arma dei Carabinieri, intervenuta, fermò i predetti lavoratori a circa 8 km da Bari, e il successivo sopraggiungere dei rinforzi di P.S. inviati dalla Questura di Bari, agli ordini del Vice-Questore, indusse i manifestanti a sciogliersi ed a rientrare a Palo.

Il giorno successivo, 5 corrente, nel comune di Palo del Colle, circa 200 braccianti agricoli, all’alba, giungendo alla spicciolata, invasero i terreni dell’avv. Franco Nitti Valentini e altri, iniziando abusivamente lavori di zappatura. Le forze di P.S. e dell’Arma dei Carabinieri, prontamente intervenute, fecero sgombrare i terreni, identificando 109 persone che sono state denunciate a piede libero all’Autorità Giudiziaria, nonché altre cinque che sono state denunciate in stato di arresto quali organizzatori.

Alle ore dieci dello stesso giorno circa 500 persone si assemblavano innanzi al Palazzo Municipale in atteggiamento minaccioso, reclamando il rilascio degli arrestati già tradotti al carcere di Bitonto. Dopo le intimazioni di rito, i manifestanti furono sciolti.

Ieri, 8 corrente, alle ore undici circa, nella sede comunale di Palo, una rappresentanza dei lavoratori con a capo il segretario della locale Camera del Lavoro, si presentò al Sindaco rinnovando la richiesta di ingaggio per l’intera settimana. Il Sindaco rispose che non era possibile modificare il deliberato della commissione MOA perché il calendario agricolo non offre la possibilità di superare le 6670 giornate lavorative straordinarie per i mesi di luglio e agosto; soggiunse tuttavia, che altre all’ingaggio per tale periodo di una media di 250 disoccupati per tre giornate lavorative settimanali, si impegnava ad avviare al lavoro, alle stesse condizioni, tutti i capi famiglia con numero di figli superiore a cinque. La rappresentanza dei lavoratori si allontanò riservandosi di dare risposta. Per quanto in paese vi sia una notevole animazione, l’ordine pubblico non è stato turbato. Mi riservo fornire ulteriori eventuali emergenze. (Il PrefettoAvv. Mario Carta)

In seguito a tali vicende, nella sala consiliare del Comune, venne organizzata dal sindaco prof. Pietro Stallone, una riunione fra i proprietari terrieri e i dirigenti sindacali per concordare un metodo pacifico per la risoluzione del contenzioso e porre un rimedio concreto alla disoccupazione operaia. In quella circostanza il consigliere comunale ed ex sindaco Giuseppe Mininni, rivolto al segretario della Camera del Lavoro esclamò:

‹‹Complimenti Ciccillo Salente, hai stregato i lavoratori di Palo. Ebbene, noi ci impegniamo a dare lavoro ai braccianti disoccupati del nostro paese, però da parte vostra dovete assumere l’impegno di abbandonare i metodi di rivolta che avete messo in pratica in questi ultimi tempi››

Subito dopo, senza aspettare risposta alcuna dal Salente, tutti i proprietari presenti, con l’intento dichiarato di riappacificare gli animi a lungo turbati, si impegnarono a dare lavoro per un numero di giornate lavorative proporzionale all’ estensione delle loro terre.

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