Il resoconto

"Del racconto, il passaggio" tra presente e passato

Ieri pomeriggio nella chiesa del Purgatorio la quarta tappa del festival di cinema e letteratura "Del racconto, il film"

Cultura
Palo del colle martedì 18 luglio 2017
di Gennaro Totorizzo
La presentazione di "Teneri violenti"
La presentazione di "Teneri violenti" © PaloLive.it

È approdato nella chiesa del Purgatorio il festival di cinema e letteratura "Del racconto, il film". A causa del vento imperante in piazza Santa Croce, la quarta tappa, "Del racconto, il passaggio", ieri pomeriggio ha cambiato cornice. Ospite della serata, introdotta da Giancarlo Visitilli, direttore artistico e presidente della cooperativa sociale I bambini di Truffaut, Ivan Carozzi. Lo scrittore ha presentato il suo ultimo romanzo, "Teneri violenti", dialogando con il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Livio Costarella. Il prologo è stato curato da Francesco Muciaccia, rappresentante di Save the Children, organizzazione internazionale coorganizzatrice dell'evento che «mira al contrasto della povertà educativa tramite l'opportunità educativa. Una realtà che vuole offrire il maggior numero di opportunità ai ragazzi».

Nella prima parte della serata Ivan Carozzi ha presentato la genesi del suo romanzo: «È abbondantemente tratto dalla mia biografia e dalle mie esperienze professionali, anche se non coincide del tutto. Per preparare un quiz condotto da Geppi Cucciari su La7 entravo in un archivio per leggere sui giornali le notizie del passato. Si è trattato di un'avventura romantica che mi ha dato la possibilità di rientrare in un flusso di storie, facce, emozioni, episodi». Storie del passato legate similmente alla realtà: «Nel manoscritto c'erano tutte storie vere. Successivamente la casa editrice si è resa conto che avrebbero minato al diritto all'oblio, quindi mi hanno chiesto di cambiare i connotati di queste storie, con un successivo lavoro di scrittura molto faticoso».

«Si tratta della descrizione di come è cambiato questo paese – ha continuato l'autore – di quante cose abbiamo perduto». Tra i tanti, a partire dal titolo, è presente l'ossimoro tra conquista e perdita. Un'ossessione nostalgica pervade il protagonista, che rivive l'Italia degli anni '70 e '80, riscoprendo un'umanità che non esiste più.

Oltre alla tenerezza è la violenza a imporsi in diversi passi del romanzo: «Nel romanzo è molto ricorrente perché molti dei fatti raccontati hanno a che fare con la violenza, molti sono fatti di cronaca nera, come i suicidi romantici. Questa violenza che ho voluto raccontare è molto innocente, ha a che fare con la sua natura romantica».

Nella seconda parte della serata è stato proiettato in anteprima il film "The hollars" di John Krasinski.

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