Operazione dei finanzieri del gruppo Pronto impiego di Bari

Truffa all'Inps, denunciati 36 operatori Caf nel Barese. Coinvolta anche Palo

Veniva attestata fittiziamente la presenza in Italia di cittadini extracomunitari, garantendo loro l’assegno sociale​

Cronaca
Palo del colle martedì 11 luglio 2017
di La Redazione
Operazione "Benefit"
Operazione "Benefit" © Guardia di Finanza

I finanzieri del gruppo Pronto impiego di Bari hanno scoperto una truffa perpetrata da diversi Centri di assistenza fiscale (Caf), dislocati nel capoluogo e nelle città di Adelfia, Bitetto, Bitritto, Capurso, Casamassima, Cassano, Conversano, Gioia del Colle, Locorotondo, Mola di Bari, Monopoli, Palo del Colle, Ruvo di Puglia, Sannicandro di Bari, Terlizzi, Turi e Valenzano. I Caf, attraverso false dichiarazioni, attestavano fittiziamente la presenza sul territorio italiano di cittadini extracomunitari, garantendogli il diritto all’assegno sociale.

I Caf sono soggetti qualificati e abilitati a effettuare intermediazione tra gli interessati e l’Inps, e i loro operatori, all’atto della compilazione della documentazione, hanno la qualifica di “pubblico ufficiale”.

L’attività investigativa è scaturita da una segnalazione acquisita dalle Fiamme Gialle durante il controllo economico del territorio. Il successivo approfondimento è stato effettuato attraverso l’analisi delle risultanze acquisite con la consultazione delle banche dati in uso al Corpo, comparate con le informazioni ricevute dall’Inps, e ha consentito di riscontrare numerose anomalie nelle comunicazioni originate dai Centri e dirette agli uffici previdenziali competenti.

L’operazione di servizio, denominata “Benefit”, ha permesso di accertare che, nelle date in cui gli operatori Caf attestavano la presentazione delle dichiarazioni, sottoscritte dall’interessato, i soggetti in realtà si trovavano all’estero.

Sono stati così individuati oltre 80 casi di truffa, con un danno all’erario di circa 500mila euro, con la conseguente revoca del sussidio sociale.

Trentasei operatori dei Caf coinvolti sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di truffa.

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