I numeri forniti da "Il Sole 24 Ore"

Scommesse, Superenalotto e Gratta e Vinci: ecco quanto spendono i palesi

I dati raccolti dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per i primi sei mesi del 2017

Attualità
Palo del colle venerdì 08 giugno 2018
di La Redazione
Gioco d'azzardo
Gioco d'azzardo © n.c.

Quanto spendono i palesi tra slot machine, gratta&vinci, superenalotto e scommesse?

Il dato lo fornisce il “Sole 24 Ore”, che nei giorni scorsi ha pubblicato i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativi ai primi sei mesi del 2017. Un periodo nel quale, complessivamente, gli italiani hanno puntato oltre 37 miliardi di euro.

Nel primo semestre del 2017 a Palo del Colle i giochi d’azzardo hanno raccolto 6.419.436,40 euro.

Questo significa che ogni residente ha puntato, in media, 297,73 euro: un valore inferiore alla media nazionale è pari a 610,3 euro pro capite.

In città nello stesso periodo le vincite hanno invece raggiunto la cifra di 5.093.628,55 euro: in media, 236,24 euro per ogni residente.

La città più spendacciona della provincia di Bari risulta Casamassima, dove gli abitanti hanno puntato in media 1766,50 euro a testa durante il primo semestre del 2017. La seguono Sammichele di Bari (1136,48 euro) e Putignano (1050,84 euro). Nel Comune di Bari invece la puntata pro-capite si ferma a 736,03 euro: per il gioco d’azzardo un incasso di quasi 240 milioni di euro nella prima parte dell’anno scorso.

Ad Altamura la raccolta è di oltre 39 milioni, per una puntata pro-capite di 555 euro. Ad Acquaviva delle Fonti ogni cittadino ha puntato circa 563 euro, per una raccolta totale di oltre 11 milioni. A Gioia del Colle ogni cittadino ha speso, mediamente, circa 644,00 euro pro-capite. I cittadini della "Capitale della Cultura", Matera, hanno invece speso, nel primo semestre 2017, circa 721, 28 euro. Dato notevolmente inferiore, almeno numericamente, per Cassano delle Murge. Ogni cassese spende mediamente 373,10 euro nel gioco d'azzardo.

Come sottolinea il "Sole 24 Ore" occorre una precisazione. Le cifre si riferiscono alla raccolta, ovvero a tutti gli euro che vengono puntati. Ed è composta dalla spesa, ovvero dai soldi che gli italiani hanno effettivamente sborsato per giocare, e dalle vincite ripuntate

Un esempio può servire a chiarire: diciamo che si acquista un gratta&vinci da 1 euro, si gratta e si vince 1 euro. Si decide quindi di reinvestirlo in un altro tagliando, che però questa volta non è vincente. In un caso come questo, i contatori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli segneranno 2 euro come raccolta (il costo dei due biglietti), 1 euro come spesa (la somma effettivamente uscita dal portafoglio del giocatore) e 1 euro di vincita (per quanto sia stata reinvestita). Si tratta in ogni caso di dati sui quali la comunità locale dovrebbe avviare una seria e profonda riflessione.

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