Il workshop

Pianifica T.U., i cittadini ridisegnano il Territorio Urbano di Palo, Binetto, Bitetto e Toritto

Ieri a Rigenera il convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri e Architetti della Provincia di Bari

Attualità
Palo del colle sabato 04 febbraio 2017
di Vito Tricarico
Pianifica T.U. a Rigenera
Pianifica T.U. a Rigenera © PaloLive.it

Si è tenuto ieri sera nel laboratorio urbano Rigenera un convegno di studio sul progetto Pianifica T.U. (Territorio Urbano), organizzato dall’Ordine degli Ingegneri e Architetti della Provincia di Bari con l’apporto organizzativo dei Comuni di Palo del Colle, Binetto, Bitetto, Toritto e dell’Associazione Architetti di Palo. Intento del seminario, dichiarato dall’architetto Alessia Aquilino, è stato quello di costruire conoscenza e diffondere esperienza attraverso la pianificazione territoriale ed urbanistica.

Vito Antonio Savino, assessore all’Urbanistica del Comune di Palo del Colle, ha portato i saluti dell'amministrazione invitando a suggerire proposte e progetti per migliorare la situazione dei territori urbani presi in esame, a livello paesaggistico, di viabilità e sviluppo, nella nuova visione di area della Città etropolitana di Bari.

Ha preso poi la parola la professoressa Luisa Palmisano, assessore all’Urbanistica del Comune di Bitetto, che ha parlato del Parco Mater Domini, definendolo «un esempio lampante di aggressione al territorio», a partire dagli anni 60, quando una mina fece crollare la chiesa omonima, passando agli anni 70 quando il sito si trasformò in Ippodromo degli Ulivi (struttura completamente abusiva), per passare al progetto di mega discarica che trovò l’opposizione dell’intera cittadinanza, per giungere al completo degrado attuale.

«Dall’attuale situazione stagnante occorre necessariamente ripartire per riportare quei 42 ettari a un’oasi verde» ha dichiarato Palmisano.

Dopo altri interventi riguardanti il territorio dei quattro comuni in esame, l’architetto Aquilino ha annunciato i quattro tavoli di lavoro: rigenerazione urbana a Palo concernente il sedime del viadotto lungo la statale 96, cerniera fra il tessuto urbano e le aree degli insediamenti produttivi e Lama di Grotta a Toritto; turismo stagionale e sostenibilità ambientale ed economica a QuasanoParco Mater Domini a Bitetto ed ex fabbrica Vianini a Binetto; alla deriva nei paesaggi dell’abbandono.

I numerosissimi partecipanti, suddivisi nei quattro gruppi di lavoro, hanno elaborato le loro proposte che sono state presentate collegialmente nel pomeriggio. Negli interventi dei relatori dei gruppi è emersa una richiesta d'inserimento di green belt, una cintura verde garantita dalle relative norme che regolano il controllo dello sviluppo urbano, con l’intento di inserire in questa fascia protetta, terreni coltivati, boschi e luoghi di svago all’aria aperta.

Molte proposte sono sembrate avveniristiche, ma compito del progettista è anche quello di suggerire e disegnare un progetto per l’avvenire. Parlare di un college universitario a Quasano, della riconversione in bioparco della ex cava di Mater Domini a Bitetto o della ex cava Di Maso di Palo, poco distante in linea d’aria dalla prima, è doveroso. Così come è doveroso parlare di tutte le ex cave che pullulano nel territorio dell’intera Città metropolitana di Bari, per comprendere e stabilire in anticipo su cosa fare delle cave quando vengono dismesse.

Ancora, è imperativo discutere, com'è avvenuto, della ex fabbrica Vianini a Binetto, dov'è impellente un progetto di bonifica e recupero dell’intera area.

Quanto al viadotto della statale 96 che interessa Palo del Colle, si è discusso dell’ipotesi di abbattimento, come già previsto da una delibera comunale, oppure di un'eventuale riconversione della struttura.

In definitiva, le amministrazioni dei Comuni interessati hanno ricevuto suggerimenti da trasformare in progetti.

Come semplice cittadino di Palo, mi piace già pensare ad un prossimo workshop di lavoro dedicato alla riconversione della nostra ex discarica comunale di Trappeto del Principe, perché è doveroso pensare a come riconvertire quella nostra montagnola di rifiuti in qualcosa di diverso, come ad esempio un boschetto che possa riconciliare la vista, l’olfatto, il decoro e la pubblica decenza.

 

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I commenti degli utenti
  • Ciccio ha scritto il 04 febbraio 2017 alle 18:16 :

    Quale ruolo avrebbero avuto i cittadini in tutto questo? Rispondi a Ciccio

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